Come concimare le orchidee e quando farlo

Sapere come e quando concimare le orchidee è fondamentale per farle fiorire ottenendo i migliori risultati.

Data di pubblicazione: 9 maggio 2022

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Le orchidee sono bellissime piante esotiche da interno che aggiungono eleganza a qualsiasi stanza. Concimare le piante di orchidee è essenziale per ottenere un fogliame e una fioritura vibranti. Quando le orchidee sono sane, produrranno fiori grandi, belli e abbondanti. In questo articolo potrai scoprire tutti i segreti per capire come e quando concimare le orchidee.

Quando concimare le orchidee

Le orchidee dovrebbero essere concimate almeno una volta al mese. Per ottenere i migliori risultati, tuttavia, il fertilizzante dovrebbe essere diluito e applicato settimanalmente, soprattutto durante la stagione di crescita. In inverno, quando la maggior parte dei tipi di orchidea (come l’orchidea bamboo) è in fase dormiente, non è particolarmente utile concimare la pianta, ma se lo si desidera è meglio farlo solo una volta al mese.

Quando si concima l’orchidea settimanalmente è necessario diluire la soluzione quattro volte tanto quanto raccomanda la confezione. Per farlo, bisogna bagnare l’orchidea utilizzando il fertilizzante diluito in acqua come per un’annaffiatura normale, facendo attenzione a non farlo cadere sulle foglie. Per fertilizzare un’orchidea in modo corretto, però, bisogna sciacquare la pianta con acqua pulita almeno una volta al mese per rimuovere il fertilizzante inutilizzato.

Quando si applica il fertilizzante mensilmente durante la stagione di crescita il concime va applicato seguendo le istruzioni fornite dal produttore. Quando si desidera concimare una volta al mese la pianta durante la stagione dormiente bisogna diluirlo il doppio, quindi applicarlo durante l’annaffiatura, facendo attenzione a non bagnare le foglie. Infine, almeno una volta al mese è necessario sciacquare la pianta con acqua pulita, in modo da rimuovere il fertilizzante in eccesso.

Se si opta per un regime di fertilizzazione settimanale bisogna prestare attenzione a seguirlo solo durante la stagione di crescita: durante il periodo invernale, quando la pianta si trova nella sua fase dormiente, bisogna concimare l’orchidea solo una volta al mese.

Come concimare l’orchidee

Per concimare le piante di orchidea in vaso è necessario seguire attentamente le indicazioni fornite dal produttore del fertilizzante scelto. In base al regime di concimazione scelto, mensile o settimanale, e alla fase di vita della pianta, bisogna prestare attenzione alla quantità di fertilizzante diluito in acqua, come spiegato precedentemente.

Se il metodo per annaffiare l’orchidea utilizzato non permette di diluire in acqua il concime è possibile optare per un concime a bastoncimi, come quello prodotto da COMPO che puoi acquistare su Amazon cliccando qui. Questo tipo di concime è particolarmente semplice da usare, poichè è sufficiente inserire da 2 a 5 bastoncini, a seconda della dimensione del vaso, all’interno del substrato. Con questo metodo, è possibile fornire i macro nutrienti necessari alle piante di orchidee per circa 3 mesi.

In alternativa al concime diluito in acqua, in commercio si trovano degli integratori liquidi in fiale, come questo, che permettono di sostenere le piante durante la crescita e di rinforzare le difese naturali della pianta.

Tipi di fertilizzante per le orchidee

In base al substrato scelto per coltivare le orchidee è necessario prestare attenzione a quando usare il concime e come fare in modo da adattarlo alle esigenze della pianta di orchidea.

Il terreno di una orchidea coltivata in corteccia contiene una minore quantità di azoto. Quando si concima l’orchidea bisogna compensare la carenza di questo macronutriente. Occorre quindi utilizzare un fertilizzante NPK idrosolubile con livelli di azoto più elevati, come un 30-10-10 o 15-5-5. I livelli più alti di azoto daranno alla pianta la quantità di nutrienti di cui ha bisogno.

Le orchidee che non sono coltivate in corteccia, come per il caso di quelle che utilizzano un substrato di fibra di cocco, hanno normalmente un migliore equilibrio di nutrienti. Un fertilizzante NPK solubile in acqua 20-20-20 è adatto a questo tipo di situazioni. Per aumentare la fioritura l’anno successivo conviene usare un fertilizzante ad alto contenuto di fosforo, come il 10-30-20, durante il periodo autunnale.

Quale acqua usare per concimare le orchidee

Per capire appieno come deve essere concimata l’orchidea non bisogna assolutamente sottovalutare il tipo di acqua che viene usata.

L’acqua del rubinetto, se è eccessivamente dura e quindi ricca di minerali disciolti, non è una grande scelta per concimare le orchidee, ma l’acqua addolcita può contenere un elevato livello di sodio ionizzato che è ancora meno indicato per la fertilizzazione di questa pianta. La scelta migliore è l’acqua distillata, priva di cloro, fluoro e minerali, al cui interno si deve sciogliere il fertilizzante scelto.

In molti casi, comunque, è sufficiente lasciar riposare l’acqua del rubinetto per 24 ore, il che permette al cloro di evaporare dall’acqua prima di irrigare le piante.

Problemi di concimazione delle piante di orchidea

La sovralimentazione non giova alle piante. I fertilizzanti contengono diversi nutrienti e sali minerali. Con il tempo, questi sali si accumulano nel vaso e nel terriccio e possono danneggiare seriamente la pianta, motivo per cui conviene effettuare un riasciaquo periodico, eliminando i nutrienti in eccesso. Inoltre, le orchidee concimate eccessivamente spesso crescono troppo velocemente, rendendole più deboli e suscettibili alle malattie. Infine, molti tipi di orchidee fioriscono meno se sono sovralimentate.

Se le foglie dell’orchidea appassiscono probabilmente la causa è dovuta ad un uso eccessivo di concime. Inoltre, questo tipo di problema colpisce spesso le piante che crescono in zone con poca luce. Come spiegato in questa guida, per risolverlo è conveniente spostare la pianta in una zona più luminosa, applicando delle dosi ancora più diluite di fertilizzante.

Se questo non aiuta, potrebbe esserci un problema diverso, che può essere identificato controllando le radici, che aiutano a capire lo stato di salute delle orchidee.

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