Concime NPK, tutto quello che bisogna sapere

Il concime NPK è un fertilizzante molto diffuso in agricoltura e contiene azoto, fosforo e potassio, tre elementi fondamentali per la crescita delle piante.

Data di pubblicazione: 26 aprile 2022

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Indice dei contenuti

Quando si sceglie un fertilizzante oppure si decide di farselo in casa si vuole sempre essere sicuri che esse ricevano tutti i nutrimenti di cui hanno bisogno: sul mercato esistono numerose opzioni di concimi che contengono diverse miscele di macro e micro elementi fertilizzanti. Fortunatamente, esistono delle regole che tutti i produttori di fertilizzanti devono seguire per etichettare i prodotti e fornire ai consumatori un modo per confrontare facilmente i concimi NPK.

Cosa significa concime NPK

L’etichetta NPK su una confezione di concime sta per azoto, fosforo e potassio, i tre nutrienti che compongono i fertilizzanti completi. Talvolta la descrizione del fertilizzante potrebbe non indicare espressamente la dicitura NPK: sarà comunque possibile vedere una serie di tre numeri, spesso separati da trattini, che corrispondono rispettivamente alla percentuale di azoto, fosforo e potassio presenti in quel fertilizzante.

I tre numeri sul fertilizzante rappresentano quindi il valore dei tre macronutrienti usati dalle piante. Questi macronutrienti sono azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), o NPK in breve. Più alto è il numero, più concentrato è il nutriente nel fertilizzante.

Per esempio, un concime NPK 20-10-10 da 5 kg contiene il 20 per cento di azoto, il 10 per cento di fosforo e il 10 per cento di potassio in peso. Il restante 50 per cento del peso della confezione è invece costituito da nutrienti minori o riempitivi.

Cos’è il concime NPK?

In breve, quindi, il fertilizzante NPK è un tipo di concime che contiene azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). Questi tre macro elementi sono importanti per la crescita delle piante, ed ognuno ha la propria funzione nel ciclo di vita di una pianta.

Azoto

L’azoto, il primo numero di riferimento in una sequenza NPK, gioca un ruolo chiave nella colorazione di una pianta e nella produzione di clorofilla, rendendolo un fattore importante nello sviluppo delle foglie. I concimi NPK ad alto contenuto di azoto sono spesso utilizzati per l’erba o altre piante in cui la crescita del fogliame verde è più importante della fioritura. All’estremità opposta dello spettro, i giardinieri a volte incontrano il problema dell’esaurimento dell’azoto - l’ingiallimento del prato o delle piante tipicamente verdi spesso indica una carenza di azoto.

Fosforo

Il numero centrale in una serie NPK di un particolare concime si riferisce alla percentuale di fosforo contenuta nel prodotto fertilizzante. Il fosforo gioca un ruolo chiave nella crescita delle radici, nella fioritura e nella fruttificazione, motivo per cui è un nutriente essenziale per le piante in primavera, o per la fioritura delle orchidee. Il fosforo contribuisce a molti processi fondamentali delle piante, come la radicazione e la formazione dei semi.

Potassio

L’ultimo numero nell’elenco degli ingredienti principali fornisce la percentuale di potassio nel prodotto. Il potassio contribuisce alla salute e al vigore generale delle piante. È noto per contribuire a rafforzare la capacità delle piante di resistere alle malattie, per aiutare il movimento dell’acqua e delle sostanze nutritive nella pianta e può essere particolarmente importante nelle zone in cui il clima è freddo o secco.

Altri ingredienti

Oltre ai principali nutrienti che di solito sono annotati sull’etichetta frontale, la maggior parte dei concimi NPK include anche ingredienti aggiuntivi che sono elencati su un’etichetta laterale o posteriore del prodotto. Questi possono includere altri nutrienti come calcio, magnesio, ferro, micronutrienti e persino la percentuale di materia organica e riempitivi. Anche se i minerali e i micronutrienti sono meno critici dei nutrienti principali, un buon prodotto fertilizzante includerà anche piccole quantità di altri ingredienti.

Concime NPK bilanciato o completo

I fertilizzanti NPK completi o i cosiddetti fertilizzanti bilanciati hanno quantità uguali di NPK. Un fertilizzante elencato come 10-10-10 è considerato un fertilizzante bilanciato a causa delle proporzioni uguali, mentre uno elencato come 10-0-10 non è considerato completo, ma indicato come un fertilizzante incompleto.

Un fertilizzante incompleto non è necessariamente inferiore a un fertilizzante completo. Identificare il fertilizzante giusto per le esigenze delle piante dipende da una varietà di circostanze. Se il terreno ha già un eccesso di uno dei tre nutrienti del NPK si potrebbero effettivamente danneggiare alcune piante aggiungendone ancor di più al terreno: in questo caso, un fertilizzante incompleto potrebbe essere la scelta giusta.

Terreno e concime NPK

Non tutti i tipi di piante hanno le stesse esigenze di nutrienti e a volte si può fare più male che bene quando si applicano integratori senza prestare la giusta attenzione all’esigenze specifiche delle piante. Ad esempio, applicare un concime NPK ad alto contenuto di azoto farà sì che alcune piante impieghino tutta la loro energia nella produzione di fogliame a discapito dei fiori.

Se non è stato effettuato un test del proprio terreno e non si ha quindi una buona conoscenza di quanto bene il terreno soddisfi le esigenze nutrizionali di una pianta, ma si decide comunque di nutrirla in un determinato periodo, bisognerebbe seguire queste semplici indicazioni:

  • Usare il compost invece del fertilizzante chimico industriale.
  • Applicare un fertilizzante NPK a rilascio graduale, che è meno probabile che danneggi le piante.

Fertilizzanti organici

I prodotti etichettati come fertilizzanti organici devono specificare quali dei nutrienti sono organici, e devono essere identificati come sintetici e/o naturali, in percentuale. Per esempio, si potrebbe leggere un’etichetta “20% di azoto (6% sintetico, 14% organico)“.

In senso stretto, il materiale organico è tutto ciò che contiene atomi di carbonio. Tuttavia, nell’uso popolare, ci si aspetta che i fertilizzanti organici, come il cibo organico, siano prodotti da processi naturali e non contengano nulla di sintetico.

Bisogna tenere a mente che i fertilizzanti organici prodotti con ingredienti naturali spesso hanno concentrazioni più basse dei tre nutrienti principali, quindi si dovrà usarne delle quantità maggiori. Tuttavia, contengono molti altri nutrienti che nutrono sia la pianta che il terreno. Se usate un fertilizzante sintetico, dovreste integrare con qualche tipo di materia organica, come il compost o il letame, per mantenere la salute del suolo.

Conclusioni

Conoscere i valori NPK di un concime può aiutare a sceglierne uno adatto al tipo di pianta che si sta coltivando. Per esempio, se si coltivano verdure a foglia, come le bietole, potreste voler applicare un fertilizzante che ha un numero di azoto più alto per incoraggiare la crescita delle foglie. Se state coltivando fiori, o verdure come i broccoli, si potrebbe voler applicare un fertilizzante con un numero di fosforo più alto per favorire una maggiore fioritura. Infine, prima di applicare qualunque tipo di fertilizzante NPK è buona norma testare il proprio terreno, per identificarne le caratteristiche e poter fare una scelta consapevole.

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